L'Associazione

Presidente Президент 

Dott.ssa Michela Ognissanti

Responsabile Rapporti Istituzionali 

 

Avv. Irma Vernillo

Manifestazione del 5 Giugno 2022 - 

Ucraina: Diritto di Difesa! 

Testo del discorso conclusivo della Presidente Michela Ognissanti


Nel nostro Paese e nella nostra Città, sono presenti da tempo – da molti anni – una integrata e apprezzata comunità ucraina. 

Il loro impegno professionale in tanti settori ci è di grande aiuto, fanno spesso parte delle nostre famiglie. 
Noi desideriamo esprimere loro riconoscenza e vicinanza, in questi giorni così drammatici. 
Viviamo oggi, nuovamente, l'incubo della guerra nel nostro Continente. 
Non è tollerabile – e non dovrebbe essere neppure concepibile – che, in questo nuovo millennio, qualcuno voglia comportarsi secondo i criteri di potenza dei secoli passati. 
Si pratica e si vorrebbe imporre l'arretramento della storia all'epoca delle politiche di potenza, della sopraffazione degli uni sugli altri, della contrapposizione di un popolo contro un altro. 
Non è più il tempo di una visione tardo ottocentensca, e poi stalinista, che immagina una gerarchia tra le nazioni a vantaggio di quella militarmente più forte. 
Non è più il tempo di Paesi che pretendono di dominarne altri, pretendendo che gli Stati più grandi e forti abbiano il diritto di imporre le proprie scelte ai paesi più vicini e, in caso contrario, di aggredirli con la violenza delle armi. 
Di fronte a un'Europa sconvolta dalla guerra nessun equivoco, nessuna incertezza è possibile. 
Oggi l'Ucraina non difende soltanto se stessa. 
Difende la nostra pace, la nostra libertà, la nostra sicurezza. 
Difende quell'ordine multilaterale basato sulle regole e suoi diritti che i paesi europei hanno costruito faticosamente dal dopoguerra in poi. 
La Federazione Russa, con l'atroce invasione dell'Ucraina, ha scelto di collocarsi fuori dalle regole a cui aveva liberamente aderito, contribuendo ad applicarle. 
La responsabilità ricade interamente sul Governo della Federazione Russa, responsabile della violazione di tutte le principali carte definite nell'ambito degli organismi multilaterali. 
L'arrogazione del Governo della Federazione Russa si è scontrata con la dignità del popolo ucraino, che è riuscito a frenare le mire espansionistiche di Mosca e a imporre costi altissimi all'esercito invasore. 
Non si può arretrare dalla trincea della difesa dei diritti umani e dei popoli. 
La guerra è un mostro verace, mai sazio: provoca angoscia, sofferenze, morti, disumane devastazioni. 
La nostra responsabilità di cittadini, di europei, ci chiama oggi a un impegno più forte per la pace, perchè si ritirino le forze di occupazione e si fermino le armi, perchè sia ripristinato il diritto internazionale e siano rispettate le sovranità nazionali. 
Va fermato – subito, con decisione – questo ritorno all'indietro della storia e della civiltà. 
Opporsi, oggi, a questa deriva di scontri e di conflitti comporta dei prezzi; potrebbe provocare dei costi alle economie dei Paesi che vi si oppongono, ma questi sarebbero di gran lunga inferiori a quelli che si pagherebbero se della deriva non venisse fermata adesso. 
In gioco non c'è soltanto la già grande questione della libertà di un popolo, ma la pace, la democrazia, il diritto, la civiltà dell'Europa e dell'intero genero umano. 
Ma dovrà essere l'Ucraina, e nessun altro, a decidere che pace accettare. Anche perchè una pace che non fosse accettabile da parte dell'Ucraina non sarebbe neanche sostenibile. 
L'integrità territoriale dell'Ucraina non può essere messa in discussione. 
“Regalare” a Putin il Donbass non solo non fermerebbe nulla, ma confermerebbe il paradigma secondo cui l'Occidente non è propenso a gestire crisi internazionali e mira in ogni caso a cercare una debole risposta nei confronti della Federazione Russa, qualunque azione quest'ultima compia. 
Questo sarebbe un pessimo segnale. La Russia sarebbe inoltre incentivata ad eseguire altre azioni simili in futuro. 
Pertanto, l'unica realistica opzione è quella di puntare verso una sconfitta militare completa della Federazione Russa, con la degradazione delle sue forze militari. 
In ogni caso, se si può ritenere esperibile un tentativo di dialogo, è grazie al fatto che l'Ucraina è riuscita a difendersi in questi mesi di guerra. 
L'Italia, insieme agli altri Paesi Europei, agli Stati Uniti, alla Gran Bretagna ed alla Nato, hanno sostenuto il Governo Ucraino nei suoi sforzi per respingere l'invasione russa. 
Per l'impegno dell'Italia ringraziamo quanto fatto dal Governo Italiano, ringraziamo il Presidente del Consiglio Mario Draghi. 
Noi chiediamo che il Governo Italiano continui, con convinzione, a sostenere l'Ucraina e che, anzi, aumenti il proprio impegno con gli aiuti militari e nella fornitura di armi di modo che i difensori ucraini, i partigiani ucraini, possano continuare a difendersi e respingere l'invasore. 
Dobbiamo continuare a sostenere l'Ucraina e dobbiamo andare avanti. 


Dott.ssa Michela Ognissanti 
Presidente Ass.ne Italia-Ucraina “Casa dell'Amicizia” 

Manifestazione del 5 Giugno 2022 

Testo del discorso dell'Avv. Irma Vernillo 

Res. Rapp. Ist. Ass.ne

 
ABBIAMO DA POCO COMMEMORATO LA FESTA DI TUTTO IL POPOLO ITALIANO, QUELLO CHE GODE DEI PROPRI DIRITTI FONDATI SU UNO STATO DEMOCRATICO............Il 25 aprile ….Appunto!!!! 
Il 25 aprile è stato il giorno della gratitudine verso chi ha lottato per la pace e per la libertà dell’Italia dalla dittatura del nazifascismo. 
La generosità, il coraggio, il patriottismo dei partigiani e di tutta la Resistenza sono valori vivi, forti, attuali. 
Con il 25 aprile abbiamo celebrato la memoria della lotta e degli ideali della Resistenza su cui la nostra pace è stata costruita. 
La storia ci ricorda anche «un popolo in armi per affermare il proprio diritto alla pace ….dopo la guerra voluta SOLO dal regime fascista». 
Per chi visse in prima persona quegli anni, ricorda che fu «un’esperienza terribile; che NON DEVE ES SE RE dimenticata......OGNI GIORNO ABBIAMO IL DOVERE DI RICORDARE... DI TUTELARE.... LA NOSTRA LIBERTA', DI MANIFESTARE IL NOSTRO PENSIERO, PER LA TUTELA DI TUTTI....NON DEVE SPAVENTARCI IL DIVERSO ….ANZI DOBBIAMO INIZIARE DA NOI E CON LE NUOVE LEVE... A FARE IN MODO CHE IL DIVERSO VENGA INTEGRATO ED ACCOLTO NELLA SUA UNICITA'. Chi manifesta disinteresse per le sorti e la libertà delle persone, accantonando valori comuni su cui si era faticosamente costruita, negli ultimi decenni, la convivenza pacifica tra i popoli». 
NOI TUTTI “CULTORI DI PACE” RUPUDIANDO QUALSIASI FORMA DI FASCISMO, QUALSIASI ATTO CHE RIPORTI ALLA MENTE IL FASCISMO....NOI TUTTI ABBIAMO IL DOVERE DI URLARE IN CORO ..: VOGLIAMO LA PACE ...NON CI ARRENDIAMO di fronte alla prepotenza. 
Voglio riprendere le parole del partigiano Leandro che ha combattuto con la Brigata Fanciullacci “Il 98enne: "Per difendere un Paese le armi servono. E gli vanno mandate a chi deve resistere. Se non c'era chi ci mandava le armi, noi come si sarebbe fatto?". 
I valori della Resistenza tornano vivi quando c'è qualcosa che ti opprime. 
E per difendersi occorre resistere, dobbiamo aiutare il popolo ucraino. 
Come i partigiani ucraini combattono per la libertà, anche i nostri partigiani combattevano per la nostra libertà e del nostro popolo. 
Noi siamo qui oggi, davanti a questo sacrario per onorare i tanti martiri, tutti i combattenti, tutte le vittime delle rappresaglie e gli uomini e le donne coraggiose che – in ogni parte d’Italia - perdettero la vita per opporsi alla barbarie scatenata dalla furia nazifascista. 
La storia della nostra libertà è stata scritta da loro, la nostra Costituzione democratica è merito del loro sacrificio, è nata dal loro sacrificio. 
Così, anche per l'Ucraina i difensori del popolo ucraino stanno scrivendo la storia della libertà di quel Paese, con il proprio sacrificio e coraggio. 
Sono nata e cresciuta a Benevento, città ad un paio d'ore da Acerra. 
La rappresaglia criminale che colpì questa città a pochi giorni dalle Quattro Giornate di Napoli. 
Non fu l’unica strage, ma purtroppo, per numero di vittime, la più grave della Campania. Quasi novanta morti, tra cui tante donne, bambini, anziani. 
Una strage che fece seguito a un tentativo di ribellione e che ci aiuta a comprendere maggiormente il ruolo che ebbero anche le popolazioni meridionali nella lotta di Liberazione. 
In Campania, soprattutto nel territorio a sud del Volturno, nelle grandi conurbazioni, da Napoli a Castellammare ad Acerra a Caserta a Capua, si verificò un alto numero di conflitti armati tra popolazione e soldati tedeschi. 
Gruppi di giovani combattenti, persone armate di ogni età, difendevano il territorio dalle distruzioni dei guastatori, difendevano gli uomini dalle razzie, difendevano le donne dalle violenze. 
Fu una difesa della vita e dei valori quotidiani e comunitari dalla prepotenza di una forza violenta che pretendeva, con crudeltà, di imporre obbedienza totale. 
Oggi, in questa imprevedibile e drammatica stagione che stiamo attraversando in Europa, il valore della Resistenza all’aggressione, all’odio, alle stragi, alla barbarie contro i civili supera i suoi stessi limiti temporali e geografici. 
Nelle prime ore del mattino dello scorso 24 febbraio siamo stati tutti raggiunti dalla notizia che le Forze armate della Federazione Russa avevano invaso l’Ucraina. 
Come tutti, quel giorno, ho avvertito un pesante senso di allarme, di tristezza, di indignazione. 
A questi sentimenti si è subito affiancato il pensiero agli ucraini svegliati dalle bombe e dal rumore dei carri armati. 
E, pensando a loro, mi sono venute in mente le parole: “Questa mattina mi sono svegliato e ho trovato l’invasor”. 
Questo tornare indietro della storia rappresenta un pericolo non soltanto per l’Ucraina ma per tutti gli europei, per l’intera comunità internazionale. 
Come cittadini italiani ed europei avvertiamo l’esigenza di fermare subito, con determinazione, questa guerra prima. 
Questo è il percorso per la pace, per ripristinarla; perché possa tornare ad essere il cardine della vita d’Europa. 
Per questo diciamo convintamente: viva la libertà, ovunque. Particolarmente dove viene minacciata o conculcata. 

Avv. Irma Vernillo
Resp. Rapp. Ist. Ass.ne Italia-Ucraina "Casa dell'Amicizia"



GRAVISSIMO ATTO DI INTOLLERANZA RAZZIALE
PRESSO ASS. ITALIA UCRAINA CASA DELL’AMICIZIA BOLOGNA

GRAVISSIMO ATTO DI INTOLLERANZA RAZZIALE
PRESSO ASS. ITALIA UCRAINA CASA DELL’AMICIZIA BOLOGNA
Stamane, presso la sede dell’Associazione Italia- Ucraina Casa dell’Amicizia, l’amara sorpresa
dell’intolleranza razziale, con scritte che non sono affatto in sintonia con lo scopo della struttura.
Fondata sulla pace nel suo valore assoluto, di accoglienza e di aiuto, attività svolte dai volontari a
scopo benefico!
In una città come Bologna, che si fregia del fiore all’occhiello della tutela dei diritti del singolo,
della libertà, dell’inclusione sociale, dell’accoglienza.....simili atti sono un colpo inferto a tutta la
CITTA’ !!!
VERGOGNA E DISPREZZO PER CIO’ CHE E’ STATO FATTO.......